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Corrispondenze tra certificazioni LPI e competenze richieste dall’European E-competence Framework

cross reference LPI certifications and e-CF_2014L’European e-Competence Framework, sviluppato attraverso un processo di collaborazione tra esperti e stakeholder di molti Paesi, fornisce un riferimento composto da 40 competenze richieste e applicate nell’ambiente lavorativo dell’IT, proponendo l’uso di un linguaggio comune per descrivere competenze, skill e livelli di capacità comprensibile in tutta Europa. Continua a leggere

900.000 i professionisti ICT richiesti in Europa entro il 2020

La Dichiarazione di Riga: un invito all’azione sulle competenze digitali per la creazione di posti di lavoro in Europa

Dichiarazione di Riga

La campagna 2014 della Commissione Europea per l’occupazione “E-Skills for job” è stata lanciata il 13 marzo in Lettonia, a Riga, durante la “E-skills for jobs high level conference”. Il filo rosso di tutta la conferenza, che ha portato alla “Riga declaration on e-skill for jobs” è stata la consapevolezza che migliaia di offerte di lavoro, che richiedono specializzazioni ICT, rimangono troppo spesso vacanti. La Carta di Riga, definisce 10 punti cardine dell’impegno richiesto a ciascun paese e L’Agenzia per l’Italia Digitale (della Presidenza del Consiglio dei Ministri), ha partecipato all’evento come referente per l’Italia della “Grande coalizione per l’occupazione digitale” e aderirà alla Dichiarazione di Riga, integrando gli spunti emersi durante la Conferenza nel percorso sulle “competenze digitali” già tracciato nel piano Crescita Digitale approvato dal Consiglio dei Ministri il 3 marzo 2015. Con la “Carta di Riga” tutti i paesi membri si impegnano a mettere al centro delle politiche per la crescita lo sviluppo delle competenze digitali dei propri cittadini, al fine di promuovere l’innovazione, la competitività, l’occupazione e la crescita, attraverso questi 10 step:

  • Impegnare maggiori e migliori investimenti sulle tecnologie e sulle competenze digitali
  • Indirizzare la disoccupazione giovanile in Europa grazie alle competenze digitali
  • Dare una priorità alle politiche di “e-Skills for the 21st Century” e portarle su scala industriale
  • Sostegno del lavoro svolto dalla Grand Coalition for Digital Jobs, realizzazione delle Coalizioni Nazionali e utilizzo dei fondi pubblici
  • Promozione di una e-leadership europea
  • Incoraggiare la trasformazione digitale e l’imprenditoria
  • Promozione di educazione e formazione continua
  • Leadership europea per standard internazionali
  • Incoraggiare la professionalità ICT e far maturare la professione ICT in Europa
  • Impegno per cooperazione, pool di competenza e lavoro

Leggi Il testo completo della “Riga declaration on e-skill for jobs”

 

Competenze Linux: l’impegno di IBM per l’ecosistema di partner italiano

Comunicato stampa di IBM

(Milano, 30 marzo 2015)

IBM love Linux

La richiesta di professionisti IT con competenze avanzate sulle tematiche Linux e Open Source è in continuo aumento, sia a livello internazionale sia in Italia. E le ragioni sono evidenti: sono sempre più numerose le aziende, di tutti i settori di mercato, che cercano specialisti e partner qualificati in grado di guidare l’evoluzione tecnologica all’insegna dell’Open Source e di tutti i suoi vantaggi.

In questo contesto, l’impegno di IBM contribuisce in modo determinante: tramite organizzazioni come la OpenPOWER Foundation, che oggi conta piu’ di 100 operatori – fra cui Google, Samsung, Nvidia – impegnati nello sviluppo su tecnologia IBM Power in modalità “open”, e tramite la ridefinizione della linea IBM Power Systems che supporta l’intero “stack” dei software Open: dalle distribuzioni Linux agli open Database.

L’impegno di IBM… In Italia

In Italia, per supportare i Partner, IBM ha deciso di organizzare in collaborazione con il Linux Professional Institute una serie di percorsi di certificazione basati su un programma standard, riconosciuto a livello mondiale, che si propone di creare nuove competenze nel mondo Open Source applicabili alle tecnologie POWER8.

Linux Professional Institute (LPI) è la prestigiosa organizzazione che promuove e certifica le competenze professionali sull’utilizzo di tecnologie Linux e Open Source, attraverso un programma mondiale di esami indipendenti, frutto di legami consolidati tra il mondo aziendale e il mondo accademico. A oggi è stata superata la soglia dei 300.000 esami sostenuti, con il rilascio di oltre 100.000 certificazioni riconosciute a livello internazionale.

Le sessioni previste per il primo semestre di quest’anno si terranno nella sede IBM di Segrate con esercitazioni in appositi laboratori. Queste le date e gli argomenti dei corsi:

  • corso LPI 101 – 25/29 maggio;
  • corso LPI 102 – 22/26 giugno.

I corsi verranno pianificati anche per la seconda parte dell’anno, con un calendario ancora in via di definizione.

I dettagli dei programmi possono essere visti al seguente indirizzo:
LPI 101/102:

 Vai al comunicato stampa 

Per informazioni e costi potete contattare IBM o visitare direttamente i siti dedicati alla registrazione:

  • Corso LP101 – 25/29 maggio (4 giorni certificazione LPI + 1 giorno Architettura Power8)

https://academy.avnet.com/it/training/course/135387

  • Corso LP102 – 22/26 giugno (4 giorni certificazione LPI + 1 giorno Architettura Power8) 

https://academy.avnet.com/it/training/course/135388

2015: Cresce la richiesta di professionisti Linux nel mondo del lavoro

L’uscita del rapporto aggiornato sullo stato dell’impiego in Linux per il 2015, stilato da Linux Foundation e Dice, rivela una ulteriore crescita della richiesta di professionisti certificati per il 2015, che però aumenta molto più velocemente rispetto al numero di profili disponibili

2015 Linux Jobs Report

“La richiesta di talenti Linux continua a ritmo sostenuto, e sta diventando sempre più importante per i datori di lavoro essere in grado di verificare che i candidati abbiano le qualifiche di cui essi hanno bisogno“, ha precisato Jim Zemlin, direttore esecutivo della Linux Foundation. “La formazione e le certificazioni sono un modo fondamentale di individuare talenti qualificati, e dato che sempre più persone si uniscono alla comunità Linux, sarà sempre più necessario per i professionisti mostrare di poter emergere in mezzo alla folla.”

Il Linux Jobs Report analizza le risposte di più di 1.000 responsabili del personale di aziende più o meno grandi e oltre 3.400 professionisti del mondo Linux, per fornire una panoramica della situazione del mercato per le carriere con Linux. Il punto saliente del Linux Jobs Report 2015 è la certificazione: chi assume è caccia di titoli di formazione e certificazione per identificare potenziali candidati qualificati.

Nel Rapporto si legge che infatti che il 44% dei responsabili delle assunzioni intervistati sostiene di tenere in gran considerazione un attestato ufficiale sulle competenze di un potenziale dipendente, mentre, per il 54% di essi, la certificazione – o un training formale – è addirittura un requisito irrinunciabile per i candidati alla posizione di amministratore di sistema. Quindi i professionisti certificati Linux saranno molto avvantaggiati nel mercato del lavoro 2015: le aziende sono sempre più alla ricerca di professionisti certificati per incarichi di rilievo e, inoltre, la diffusione delle piattaforme open cloud non farà che incrementare ulteriormente la richiesta per questi profili. Per il 42% dei responsabili del personale l’esperienza in OpenStack e CloudStack avrà un’importanza fondamentale nell’assunzione, per il 23% la sicurezza sarà l’area di competenza più richiesta per assumere esperti Linux, mentre il 19% dei reclutatori cerca professionisti con competenze sulle tecnologie di Software Defined Networking (SDN). Tuttavia, mentre ben il 92% dei responsabili delle assunzioni ha in programma di assumere professionisti Linux nei prossimi 6 mesi, la maggior parte di loro dichiara che è piuttosto difficile trovare candidati qualificati.

Quindi, ancora una volta, si conferma che la domanda di professionisti qualificati Linux continua a superare l’offerta, anche secondo l’analisi di Linux Foundation e Dice. Il Report ci ha mostrato anche che la soddisfazione professionale per chi lavora con Linux è in crescita: l’anno scorso, il 51% dei professionisti intervistati ha dichiarato che la propria passione per Linux è stata il motivo principale per il quale stava intraprendendo una carriera in questo settore e quest’anno il numero è balzato al 75%.

Dunque per tutti gli appassionati, o per chi già lavora nel settore, certificarsi è sicuramente la scelta migliore e – per chi ha intenzione di intraprendere una carriera con Linux – quest’anno è il momento buono!

La costruzione di un Linux Lab e il suo grande potenziale nell’istruzione

Era il 1995 quando ho ricevuto una mail da mio fratello James che mi chiedeva se avessi mai sentito parlare di Linux.
Ne avevo sentito parlare, ma poco.

Image by opensource.com

 

[articolo originale di Don Watkins]

Un mio compagno delle superiori aveva costruito un web server con Linux. Alla fine, per curiosità, ho acquistato una copia di Red Hat 6.0 (che precedeva Red Hat Enterprise Linux oRHEL) l’ho fatto girare con GNOME su un Hewlett-Packard Vectra 75, con installato l’aggiornamento del processore Cyrix. RHEL 6.0 aveva un browser Mozilla, OpenOffice 1.0 e qualche altro software di cui non avevo mai sentito parlare.

A quel tempo, ero il responsabile tecnologico alla Franklinville Central School, nella parte occidentale dello Stato di New York. Ho lavorato lì per 26 anni e sono andato in pensione nel mese di agosto 2013. Ho condiviso il lavoro con il mio staff IT, e abbiamo costruito una macchina con cui ci gingillavamo, in grado di leggere Yahoo Mail utilizzando il browser, ma non potevamo usarla con Lotus Notes che era il nostro sistema di posta elettronica ufficiale di lavoro. Poi, all’inizio del 2001, dopo aver parlato con un fornitore di content filter riguardo alla mia insoddisfazione sui filtri di contenuti in generale, lui ha detto, “Perché non te ne fai uno tuo?” Allora gli ho risposto: “Con che cosa?” E lui: “Con Linux!”

Fu un’illuminazione. Sapevo poco di Linux e niente su come costruire un content filter, ma la situazione stava per cambiare rapidamente.

Cominciare con Linux
Avevo un GX1 Dell Optiplex con Pentium II-300, ho comprato un disco fisso più grande e per poi acquisire Suse Linux 7. Ho imparato a conoscere Squid e Squidguard nel tempo e ho scoperto Mandrake Linux, che mi piace di più per molte ragioni. Ho imparato a conoscere il Red Hat Package Manager. Ho costruito il primo content filter non proprietario della storia della scuola pubblica nella parte occidentale dello Stato di New York con Mandrake e, infine, Fedora Core 1 su questo Dell più vecchio, utilizzando Squid e Dansguardian. Il content filter ha soddisfatto i nostri requisiti per la conformità CIPA con E-rate.  Ho incontrato una certa resistenza con altri tecnici up-line ma, alla fine, ho dimostrato la legittimità e la praticità di tale soluzione.

La costruzione di un Linux Lab
Nel processo di costruzione del content filter, ho imparato a conoscere Samba e costruito il nostro primo dispositivo di archiviazione collegato alla rete, che ha dato ai nostri insegnanti un luogo per conservare i file di backup. Alla fine, abbiamo costruito un server Samba con Fedora Core 1 e 2. Ho letto di altre scuole che stavano usando Linux e che hanno scoperto il K12 Linux Terminal Server Project (K12LTSP). Utilizzando forum online, Google e un certo numero di libri, ho imparato Linux e l’amministrazione del sistema Linux. Linux e open source sono diventati un lavoro per passione e spesso ho sostenuto l’open source nelle assemblee regionali di coordinatori tecnologici.

Scovando e tirando fuori computer nascosti nei vari armadi della nostra scuola, ho messo insieme una dimostrazione su come lavora il Server K12 Linux Terminal con un vecchio Pentium II-300 e solo 192 MB di RAM. Ho comprato delle ROM di boot speciali e attrezzato altro paio di computer meno recenti come thin client per il mio server. Il mio lavoro ha colpito tanto uno dei nostri presidi, che ha suggerito di provare questa soluzione in uno dei nostri laboratori informatici della scuola. É stato un tale successo che alla fine abbiamo allestito due laboratori informatici e diversi computer in aule e biblioteche che hanno usato la soluzione K12LTSP. Nel tempo abbiamo avuto bisogno di un server più robusto e abbiamo acquistato un Dell PowerEdge con un controller RAID avanzato che non avrebbe funzionato con i pacchetti K12LTSP su Fedora Core 4.

In questo periodo, ho imparato a conoscere K12LTSP su Centos. Abbiamo usato il server Centos 4 LTSP come il nostro server DHCP di rete integrato con Active Directory di Microsoft senza problemi. Ha funzionato con efficienza per più di tre anni, finché alla fine abbiamo virtualizzato i nostri server su VMWare ESX.

Il grande potenziale di Linux
Imparare Linux mi ha reso capace di esplorare e creare in un modo che non immaginavo possibile. L’Open source è stato inizialmente molto impegnativo, come alcune parti che richiedevano di essere configurate e con le quali non avevo familiarità. Tuttavia, ho imparato molto di quello di cui avevo bisogno, utilizzando i motori di ricerca e la lettura di forum su Red Hat, Fedora e altri gruppi di utenti Linux su internet.

Infine ho richiesto una serie di contributi che sono stati erogati dalla Legislatura del nostro Stato di New York e che mi hanno permesso di partecipare alla formazione sul Red Hat System Administration nel marzo 2003. Un anno dopo un’altra sovvenzione mi ha permesso di frequentare il Linux Boot Camp ospitato da Training Camp e tenuto da Ross Brunson. Il metodo di insegnamento di Brunson comprendeva la costruzione di un sistema da “zero” con Red Hat 7.0 a partire dalle singole linee di comando per arrivare alla fine ad un’interfaccia grafica per l’utente.

Con la mia esperienza e la mia formazione, sono diventato una risorsa per gli altri distretti scolastici in tutta la nostra regione. Ho visto l’enorme potenziale che ha l’insegnamento di Linux agli studenti, cosa che ho fatto in ogni occasione, perché a differenza di altri sistemi operativi gli studenti potevano imparare le nozioni di base e andare a costruire i propri file server, web server e altro ancora. Sono stato in grado di utilizzare pacchetti come VirtualBox per la virtualizzazione di altri sistemi Linux, come Ubuntu e Debian.

Oltre a diventare molto competenti sul sistema operativo, i miei studenti e io abbiamo preso dimestichezza con altri progetti open source come Audacity, OpenOffice.org, Apache, WordPress, Drupal, e Moodle, solo per citarne alcuni!

Imparare Linux mi ha spinto ad essere più aperto all’apprendimento di altri sistemi come Cisco, di cui una volta sono diventato un CCNA per insegnare il programma Cisco in un college locale. Ho constatato la relazione che c’è tra ciò che avevo imparato da Linux e altri sistemi tra cui Macintosh di Apple per via della sua linea di base Unix / Command. La comunità open source in generale si confaceva al mio desiderio di servire le persone e le piccole imprese e continuo a farlo oggi come consulente per la mia attività IT.

I fondamenti che mi hanno portato a studi più avanzati continuano ad animare la mia vita e la mia carriera come insegnante di Linux a giovani e adulti su piattaforme come il computer Raspberry Pi presso la nostra biblioteca locale e altrove. Linux e il software open source mi hanno anche incoraggiato ad esplorare l’imprenditoria sociale, che è molto influenzata da quello che ho imparato e a cui ho assistito nella comunità open source.

Attualmente, sto esplorando OpenStack, sto imparando Python e continuo ad affinare le mie capacità di sviluppare open source. Non ci sono davvero limiti per chi utilizza Linux e il software open source.

L’unico limite è la nostra immaginazione.

Promuovere l’open source e Linux nelle scuole

back-to-school-opernsource.com

Circa otto anni fa, ho iniziato a fare lobby per portare più Linux e più software open source nelle scuole superiori e negli istituti professionali avanzati per l’insegnamento dell’IT dei Paesi Bassi e del Belgio. Ecco come ho fatto e che cosa potete imparare dalla mia esperienza per fare lo stesso dove vivete.

[Articolo originale di Emiel Brok]

In primo luogo, Linux e l’open source nel settore dell’istruzione possono essere schematizzati in 3 aspetti:

1. Il sistema informatico delle scuole
2. Il desktop sul quale lavorano sia gli studenti che gli insegnanti
3. Il programma di insegnamento IT

Primo aspetto. L’infrastruttura nelle scuole consiste in un mucchio di diversi software, che viene utilizzato per l’amministrazione. Esempi ne sono le applicazioni come i sistemi di gestione degli studenti, sistemi di gestione documentale e i sistemi operativi. Fondamentalmente, questi software non sono molto diversi da quelli che vengono utilizzati in altri settori. Questo vale non solo per la formazione professionale, ma per tutte le scuole di ogni livello.

Secondo aspetto. I desktop utilizzati nelle scuole lavorano prevalentemente con Microsoft Windows ma, grazie alle pressioni per introdurre iPad nelle scuole, sappiamo che si può insegnare anche con l’ausilio di altri dispositivi. Quindi, perché non un desktop Linux?

Infine ho concentrato la maggior parte della mia attenzione, tempo ed energia, sul programma per l’insegnamento dell’IT nelle scuole secondarie superiori e nelle più alte scuole di formazione professionale nei Paesi Bassi. Ancora fino a cinque anni fa, ero come una voce nel deserto, quando sostenevo l’introduzione di Linux e dell’open source nei programmi di studio. Sono stato spesso deriso quando prevedevo che Linux sarebbe diventato il sistema operativo più utilizzato per i server. Oggi, nessuno nega che Linux è un serio concorrente nel mondo dei server. Proprio di recente, ho fatto parte di una commissione per introdurre un nuovo programma in una scuola professionale avanzata per amministratori di sistema. Più della metà dei componenti era convinta che Linux e l’open source sono indispensabili per i datacenter. E gli amministratori di hosting hanno evidenziato che Linux e l’open source sono essenziali per gli specializzati in IT che vogliono ottenere un lavoro presso la loro azienda. Per questo target è molto importante che il software sia modulare e in grado di espandersi o di ridursi, sia tecnicamente che finanziariamente. Loro affermano che solo con il software open source si ha una flessibilità sufficiente. Se non sono flessibili, mentre i loro concorrenti lo sono, non possono sopravvivere.

Un ultimo sviluppo che abbatterà molti ostacoli per le scuole che intendono insegnare Linux, è la disponibilità di materiale Linux gratuito tramite la Cisco Academy. Da questo anno scolastico dieci milioni di studenti in tutto il mondo avranno accesso gratuito al materiale didattico Linux Entry level tramite questo metodo. Si tratta di materiale didattico basato sul set internazionale degli obiettivi di apprendimento di LPI Linux Essentials.

Questo è il prossimo passo nella direzione giusta, ma non siamo ancora arrivati. Al momento, ci sono molti insegnanti di IT, che non hanno conoscenze o esperienza con Linux e con il software open source. Quindi, per sostenere ulteriormente questo processo, dobbiamo fornire una appropriata formazione agli insegnanti di IT, accompagnata dalla certificazione.

La tua scuola insegna Linux e software open source?

Il treno ha lasciato la stazione, e non si fermerà. Tocca a scuole e insegnanti assicurarsi di salire a bordo. Voi salite?

10 motivi per utilizzare l’Open Source SDN

di Vala Afshar, Direttore Marketing di Extreme Networks

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Oggi il software open source (OSS) ha un ruolo decisivo nel mondo IT aziendale. Gartner.com prevede addirittura che la tecnologia open-source sarà inclusa nell’ 85% di tutti i pacchetti software commerciali entro il 2015 e che il 95% delle organizzazioni IT tradizionali si avvarrà di qualche elemento OSS.

Uno dei segmenti in più rapida crescita nell’open software è il Software Defined Networking (SDN), che semplifica la configurazione e la gestione della rete disaccoppiando il controllo da parte della rete fisica. Si prevede un’impennata del mercato del SDN nel 2018 da 360 milioni di dollari a 3,52 miliardi.

Per capire di più sull’open source SDN e perché sta crescendo così in fretta, ho parlato con Neela Jacques, direttore esecutivo di OpenDaylight. Neela lavora a stretto contatto con le comunità di sviluppatori e di utenti che manda avanti il SDN e la Network Functions Virtualisation (NFV). La gamma delle aziende di software che partecipano al progetto OpenDaylight rappresentano il 95% dell’intero mercato SDN. Neela ed io abbiamo dato uno sguardo ai dati dell’OSS e riassunto tutte le ragioni per cui le persone utilizzano il software open source per il Software Defined Networking in una top ten.

Un’importante fonte di dati sull’uso dell’OSS è il sondaggio “Future of Open Source” di Michael J. Skok, partner di North Bridge Venture Partners. Michael Skok è un grande sostenitore dell’OSS e ha condiviso le sue opinioni nel CXOtalk Panel e al CIO Perspectives, l’evento del CIO Magazine in Boston. La sua indagine annuale fornisce una visione dello stato del settore open source e un’analisi delle tendenze future. Quest’anno, il sondaggio è stato compilato da 1.240 persone in rappresentanza di fornitori e utenti di una selezione trasversale di industrie.

Secondo l’indagine,  al primo posto tra i motivi per cui le aziende scelgono il software open source, c’è la qualità. Di fatto, 8 su 10 utenti dell’OSS ha fatto la propria scelta basandosi sulla qualità. Più occhi ci sono sulla sorgente, maggiore è la qualità ed oggi più di 10 milioni di persone stanno contribuendo all’OSS. Questo ha anche un impatto sulla sicurezza; gli utenti ora vedono l’open software come più sicuro di quello proprietario.

Ecco le 10 migliori ragioni per usare l’open source SDN

1. Migliore qualità del codice
L’ 80% degli utenti dell’open source lo ha scelto per la qualità. La rimozione dei vincoli proprietari e la possibilità per qualsiasi sviluppatore di partecipare, discutere, trovare una soluzione e ispirarsi reciprocamente è il motivo per cui il codice scritto dalle comunità open source è di qualità superiore e rimane affidabile nel tempo. Linux è ora il punto di riferimento per la qualità del codice; la qualità del software open source ha superato quella del codice proprietario per la prima volta nel 2013. Coverity Report 2013

2. Rapida innovazione
Immaginate di essere in grado di implementare servizi e prodotti senza preoccuparsi della rete. Avere un maggiore controllo della rete tramite l’open SDN significa che è possibile innovare indipendentemente dall’hardware e dal software. La capacità di costruire nuovi prodotti o servizi aumenta significativamente per concentrarsi su ciò che conta di più. Le aziende stesse sono coinvolte nello sviluppo collaborativo del software per migliorare gli obiettivi di business e per beneficiare dell’innovazione del settore. Il 91% dei manager e dei dirigenti intervistati ha dichiarato che lo sviluppo del software collaborativo è diventato decisamente importante per il proprio business. Quasi il 50% dei manager ha detto di essere stato coinvolto nello sviluppo collaborativo, perché permette loro di innovare o contribuisce a trasformare la loro attività (Linux Foundation Collaborative Trends Report 2014)

3. Sicurezza
Anche se un tempo la sicurezza poteva essere vista come una debolezza dell’open software, certamente oggi non è così. Nell’Ottavo sondaggio annuale “2014 Future of Open Source ”, il 72% ha dichiarato specificamente di aver scelto l’open source per motivi di sicurezza. Questa è garantito dalla trasparenza dell’open source e dal controllo che riceve da tutti gli utenti.

4 Comunità
L’open source ha il potere di creare comunità di persone che credono nelle tecnologie e che amano vederle venire alla luce. Un gruppo è più intelligente di un singolo e chiunque può partecipare, indipendentemente dalle affiliazioni, aggiungendo fiducia nel cervello collettivo per superare insieme le sfide più difficili del settore. Questo non solo rende gli individui più vivaci, ma anche le aziende che beneficiano di un impegno R&D maggiore. Il 50% delle imprese contribuisce all’open source e il 56% dice che aumenterà il proprio contributo quest’anno. Sia gli sviluppatori singoli che le imprese beneficiano della tendenza alla collaborazione. L’83% degli sviluppatori di software ha detto che ha personalmente beneficiato dello sviluppo collaborativo grazie a nuovi strumenti e alle pratiche di sviluppo. Più del 77% dei dirigenti d’impresa, ha detto che le attività di sviluppo collaborative hanno migliorato le loro organizzazioni attraverso un ciclo di sviluppo del prodotto/ tempo più veloce di inserimento sul mercato. (Linux Foundation Collaborative Trends Report 2014)

5. Libertà
Non siete obbligati a seguire il percorso, la visione o la timeline del fornitore. Se avete bisogno di cambiare una funzione, migrare o inventare nuovi servizi, potete farlo partecipando alla comunità open source e diventando parte del cambiamento. La possibilità di accedere al codice sorgente, aggiungere funzioni e migliorare il codice autonomamente è al 4° posto tra i motivi per cui gli utenti scelgono di utilizzare l’open software. Il 95% vuole l’open source nel suo SDN e la Network Functions Virtualization (NFV). Questo rappresenta per essi una maggiore scelta, più funzionalità e interoperabilità e riduzione dei costi. (OpenDaylight Survey 2014)

6. Adattabilità
Mentre il 63% delle start-up tecnologiche fallisce entro i 4 anni, l’open source non è legato a nessun fornitore individuale. Oltre 1.000 aziende hanno contribuito a Linux. Il modello di sviluppo dell’open source consente al software di adattarsi rapidamente ai tempi che cambiano. Sia i protocolli datati che quelli emergenti possono essere implementati se lo si desidera. L’Open source SDN può evolvere esattamente come fa l’industria.

7. Choice
There is no silver bullet in networking”. C’è una grande varietà di soluzioni  a disposizione per risolvere le più svariate esigenze. Con l’open SDN, gli utenti possono scegliere cosa funziona meglio per ciascuno, a differenza dell’approccio da “taglia unica che veste bene tutti” del software proprietario. Oggi ci sono più di 1 milione di progetti open source, con oltre 100 miliardi di righe di codice, con 10 milioni di persone che contribuiscono farlo crescere.

8. Interoperabilità
La maggior parte delle aziende utilizza soluzioni da più fornitori diversi per soddisfare le proprie esigenze. Una piattaforma open source comune significa poter avere soluzioni interoperabili e scegliere quella giusta, contro la rigidità di un’unica soluzione che non può appagare tutte le necessità. Scegliere la giusta soluzione invece di rimanere bloccati dentro ad una soluzione singola.

9. Standard de facto
L’Open source si integra perfettamente con gli sforzi di standardizzazione. Accelerando i cicli di sviluppo del software, le soluzioni open source diventano standard de facto che combaciano perfettamente con gli sforzi di normalizzazione. Oltre 100 aziende si uniscono all’impegno di Linux ogni anno.

10. Massimizzare il ritorno sulla spesa
Costa non solo meno all’inizio, ma è più facile da scalare nel tempo rispetto a un sistema proprietario che aggiunge più costi e complessità in proporzione alla sua crescita. Evita costosi fornitori bloccanti. Il rapporto “2014 Future of Open Source” ha trovato che anche questo può essere un buon motivo per convertirsi al software open source. Secondo il sondaggio, il 68% trova che l’open source aiuti a migliorare l’efficienza e ridurre i costi.

La mia società, Extreme Networks, crede fermamente nei benefici dell’open source e si è impegnata con OpenDaylight come piattaforma per abilitare e guidare il SDN. Per incoraggiare ulteriormente l’innovazione sulla piattaforma OpenDaylight SDN, insieme a US Ignite abbiamo lanciato la SDN Innovation Challenge, che assegnerà i premi per le applicazioni SDN che fanno la differenza in materia di istruzione, pubblica sicurezza, sanità, manifatturiero avanzato, trasporti, e -Government, l’Internet delle cose, ed energia pulita.

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[Huffington Post]