Dieci motivi per non utilizzare GNU/Linux

Articolo tradotto dal blog di LPI, testo di Jon “maddog” Hall.

Molti anni fa lavoravo ancora per la Digital Equipment Corporation ma giravo ancora il mondo parlando di Free Software e GNU/Linux.

Mentre parlavo con le persone molti venivano e mi dicevano “Userei Linux se non fosse per…” ed elencavano la loro ragione del perché non stavano usando Free Software. A quel punto spiegavo loro perché la loro ragione non era corretta (ma un FUD – Fear, Uncertainty and Doubt, paura, incertezza e dubbio, ndt – di qualche azienda del software a sorgente chiuso) o non era più corretto (lo era in passato, ma non adesso). Dopo un po’ ho realizzato che la maggior parte delle volte rispondevo sempre alle stesse domande, così ho creato una presentazione:
I Dieci Motivi Perché Credi Che Tu Non Possa Usare (GNU)/Linux
con sottotitolo:
“Ed i Dieci Motivi del Perché Quei Dieci Motivi sono Stupidaggini.

Ho iniziato a fare questa presentazione a varie conferenze ed è stato prontamente accettato, ma quasi ogni volta ho notato nel programma della conferenza che il sottotitolo veniva modificato o la parola “Stupidaggine” veniva cambiata in qualcos’altro.
Quando chiedevo il perché la risposta era “Non possiamo avere la parola ‘Stupidaggine’ nel programma”

Forse avrei dovuto usare la parola “M___a”.. ma sto divagando.

Dopo molte presentazioni il numero è salito a dodici, ma è poi sceso a dieci di nuovo … ed è rimasta a dieci per un lungo periodo di tempo.

Quindi ecco le “dieci ragioni” e perché sono … beh, non vere.

1. Mancanza di Applicazioni
2. Troppo complicate (troppo difficile da imparare o usare)
3. Mancanza del supporto di Backoffice (SQL Server, Exchange, ecc)
4. Nessuno Middleweare decente (DBMS, oggetti)
5. Troppo difficile da gestire – Troppe revisioni in corso – Pieno di bug
6. Non professionale (Codice creato da studenti) – “Facciamo programmazione professionale qui”
7. Richiede un GURU (mentre Windows può essere gestito da “chiunque”)
8. Poche configurazioni (Strumenti di gestione, Alta affidabilità)
9. Non “mainstream”: Chi chiamo?
10. Rischioso – TCO maggiore del software chiuso

 

Mancanza di Applicazioni
Anche nei primi giorni in cui ho scritto questa presentazione, esistevano migliaia di applicazioni commerciali disponibili per GNU/Linux. IBM ne tiene traccia, alla fine degli anni 90 c’erano 3000 applicazioni commerciali disponibili. Altre migliaia erano utilizzabili sotto emulatori come WINE o SCO iBSC. Ancora altre migliaia sotto JAVA. Windows può girare sotto VmWare per quelle applicazioni non native GNU/Linux. E naturalmente ancora un alto numero di applicazioni con browser web.

Sembra esserci anche una mancanza di comprensione (o mancanza di desiderio di capire) che non ogni gruppo necessita dello stesso software, e magari alcuni elementi dell’azienda possono accettare GNU/Linux, mentre altri aver bisogno di software chiuso.

Adesso quando vai su siti come Sourceforge.net puoi trovare 430.000 prodotti e progetti disponibili e sono “Open Source”, con molti altri disponibili a sorgente chiuso, ma che girano su GNU/Linux.

Si, ci sono ancora alcuni vuoti che devono essere colmati con le applicazioni preferite dalle persone, ma questi spazi si stanno riempiendo rapidamente, in particolare attraverso l’uso di Smartphone Android che agiscono come frontend per applicazioni “cloud”.

 

Troppo complicate (troppo difficile da imparare o usare)
Lo abbiamo portato come portabandiera fin dall’inizio con un certo snobbismo che deriva dai tempi di Unix: “I veri uomini usano programmi in shell” e “I topi sono per i bambini”.

Questo problema ha anche radici nei tempi dei 386 e 486, dove impostare i parametri per dire al kernel la configurazione delle macchina (ed in particolare della scheda grafica) ha portato molti uomini cresciuti a bere. [A questo punto vorrei sottolineare che come amministratore di sistemi Unix per i Laboratori Bell ho bevuto per anni…]. Ma con l’avvento della serie Pentium e delle schede PCI è diventato abbastanza semplice configurare il sistema operativo.

C’è anche il fatto che nessun utente finale ha realmente installato Windows. Windows è arrivato sul computer pre-installato, con i dischi di “ripristino” (non INSTALLAZIONE) per ripristinare il sistema in caso di emergenza.

Ho installato una volta la versione desktop del famoso sistema operativo a sorgente chiuso dai dischi OEM e, anche con un Master in Informatica ed un’esperienza trentennale nel settore, ho finito per perdere un centrimento di capelli. Mi ci è voluto un giorno intero per raccogliere tutti i driver ed finalmente installare il sistema operativo “facile”.

Oggi installare una delle princiali distribuzioni di GNU/Linux è molto semplice, sopratutto quando è possibile usare le impostazioni di default non usando il dual-boot, oppure installando un computer nuovo senza Sistema Operativo. Servizi come CD live o installazione via rete da una chiavetta USB permettono inoltre di testare la configurazione hardware.

C’è ancora dell’hardware non supportato? Si, ma giorno dopo giorno l’hardware non supportato è sempre meno, via via che le società produttrici scoprono che non supportare GNU/Linux (o Android) significa meno vendite.

L’altro problema è l’utente finale. Pensa che GNU/Linux sia “difficile”. GNU/Linux non è “difficile”, è “diverso”, e deve superare le differenze. Così come potrebbe essere necessario superare le differenze tra Windows XP e Windows NT o Windows ME o Windows Vista, o Windows 7 e Windows 8.

LPI Linux Essentials naturalmente aiuta a risolvere questo problema. Seguendo gli obiettivi di Linux Essential è possibile contribuire nel fornitre la conoscenza di cui gli utenti finali hanno bisogno per usare GNU/Linux.

Le persone che usano GNU/Linux oggi mi dicono quanto sia facie da usare e come sia stabile, una volta che hanno le loro applicazioni impostate. Per questo ci sono versioni di Linux pre-installate dai rivenditori ed amministratori di sistema in grado di creare distribuzioni per esigenze particolari.

Ho conosciuto bambini di tre anni usare GNU/Linux per usare i loro giochi preferiti, cliccando solo con il mouse.

 

Mancanza del supporto di Backoffice (SQL Server, Exchange, ecc)
Questo significa che GNU/Linux non ha gli strumenti adatti per adattarsi ad un framework client/server proprietario. Può essere stato vero molti anni fa, ma i primi progetti come SAMBA hanno iniziato a permettere a GNU/Linux non solo a lavorare con altri Sistemi Operativi, ma a diventare il Sitema Operativo preferito come “backoffice”. Aggiungiamo che software commerciali e Free Software per amministratori di sistema come Nagios e Puppet e servizi come LDAP hanno iniziato a nascere su specifiche aperte e non chiuse.

Nel 1998 erano disponibili la maggior parte dei principali database commerciali portati a GNU/Linux, e naturalmente un significativo numero di database Free ed Open Source come MySQL, PosgrSQL e Firebird. Esistono inoltre anche CouchDB ed altri database “NoSQL”.

Quando si tratta di sistemi client/server LAMP e frontend web, GNU/Linux è la “L” di “LAMP”.

 

Nessuno Middleweare decente (DBMS, oggetti)
Anche questa è “storia vecchia”. Ci sono molti database, librerie e altri strumenti di supporto che sono stati sviluppati come Open Source o portati su GNU/Linux.

 

Troppo difficile da gestire – Troppe revisioni in corso – Pieno di bug
Nei primi tempi di GNU/Linux, quando le persone tentavano di mettere tutto insieme, questo sembrava un incubo.

Distribuzioni come Debian, Red Hat, SuSE ed Ubuntu hanno iniziato ad avere un supporto a lungo termine, LTS. Sono stati sviluppati script di Avvio ed Installazione e aggiornamenti automatici sui repository.

Le persone hanno iniziato a capire che con il Software Libero si aveva più controllo sull’installazione e non meno.

Anche se l’organizzazione di supporto abbandona il sostegno ad una distribuzione, il cliente può assumere un supporto specializzato per mantenere il progetto attivo, aggiornando solo gli elementi di criticità.

Il controllo è quindi del cliente, non dell’organizzazione.

Inoltre, progetti come Linux Terminal Server Project ha permesso l’utilizzo di workstation senza dischi come sistemi client, in questo modo i programmi ed i dati sono gestiti dal server. Questo ha permesso di gestire un enorme numero di sistemi client con uno o due amministratori di sistema.

 

Non professionale (Codice creato da studenti) – “Facciamo programmazione professionale qui”
Il termine “professionale” spesso significa solo che vieni pagato per il lavoro anziché farlo come volontario. Ci sono molti stelle dilettanti (non retribuite) nello sport migliori e più in forma dei professionisti (pagati).

In verità la maggior parte dei programmatori, in particolare quelli del kernel, sono professionisti e gran parte di loro ha una laurea specialistica in informatica.

Molte volte un programmatore professionista lavorerà su un tipo di prodotto, ma poi desidera lavorare su qualcosa di diverso. Spesso seguirà un progetto Free Software per avere la possibilità di usare su questo tipo di sistema.

Oppure la persona può programmare un database il giorno ma avere una passione per gli editor musicali la notte.

Sono stato in un ufficio di una grande organizzazione sanitaria una volta, per parlare di Digital Unix. Mentre ero là ho accennato a GNU/Linux al CTO. “Noi non usiamo queste cose amatoriali” ha detto. “Siamo un’azienda seria”. Inutile dire che aveva perso il contatto con la realtà, i suoi amministratori di sistema usavano GNU/Linux per fare il loro lavoro.

 

Richiede un GURU (mentre Windows può essere gestito da “chiunque”)
Questo è sulla falsariga del “troppo difficile da usare” ed è un fatto storico. GNU/Linux richiede all’incirca lo stesso livello di competenza per l’esecuzione e la manutenzione di altri sistemi operativi sofisticati. Un pò di formazione è importante per installazioni di grandi dimensioni o aziendali.

Gli obiettivi per LPIC-1 ed LPIC-2 forniscono gran parte delle informazioni necessarie per eseguire e mantenere un sistema GNU/Linux in un’azienda di piccole e medie dimensioni. LPIC-3 per le funzioni più avanzate.

In ogni caso informazioni e conoscenze necessarie non esagerate, ma è diverso da altri sistemi operativi come Microsoft.

 

Poche funzioni (Strumenti di gestione, Alta affidabilità)
Un altro antico problema. Oggi GNU/Linux ha funzioni di Alta Affidabilità e fail-over uguali a tutti gli altri Sistemi Operativi, che però sono estremamente costosi. Con l’utilizzo di sistemi a basso costo è possibile avere un computer ad Alta Affidabilità, con un failover di meno di un secondo.

Con i suoi filesystem basati sui log, GNU/Linux può essere recuperato dalla mancanza di corrente in pochi secondi e può essere usato come RAID sia a livello software che hardware, per dare ridondanza e velocità di throughput.

Per lavori di fascia alta GNU/Linux può funzionare anche su Mainframe IBM con lo stesso kernel che gira su server o notebook, solo configurato per ad-hoc.

Sono disponibili diversi programmi FOSS per la gestione di data center come Nagios, Zenoss o Zabbix.

 

Non “mainstream”: Chi chiamo?
GNU/Linux gira su più della metà dei server di tutto il mondo, il 98% di tutti i sistemi HPC al mondo, è il più usato nella progettazione di sistemi embeded e circa il 2% dei desktop.

Android è il sistema operativo più venduto per i telefoni cellulari, superando iOS.

IBM, HP, Red Hat, SuSE, Canonical ed altri vendono supporto.

Ci sono migliaia di società di consulenza che vendono supporto.

Naturalmente ci sono anche professionisti LPI che forniscono supporto GNU/Linux.

C’è ancora una carenza di personale di supporto? Si, ma sta migliorando.

 

Rischioso – TCO maggiore del software chiuso
Tutto negli affari è rischioso. Ma almeno con il FOSS hai tu il controllo sul software e non qualche grande azienda.

Il TCO non è la metrica che devi guardare. Dovresti controllare il ROI (Return On Investment). Cosa sarai in grado di fare con soluzioni software. Quanto denaro risparmierai o farai e qual’è stato l’investimento.

Il FOSS permette una maggiore integrazione dei software a sorgente chiuso.

Il FOSS permette di fare un piccolo cambiamento per migliorare il lavoro a dipendenti o clienti.

 

Sommario
La maggior parte dei motivi per cui la gente pensa che non è possibile utilizzare il Software Libero e Open Source, e in particolare GNU/Linux, è che stanno pensando a GNU/Linux di quindici anni fa, e non a quello di oggi.

Molte persone non utilizzano GNU/Linux a causa dell’ascolto di FUD e sicuramente non stanno vedendo ciò che il FOSS è oggi. O hanno provato ad utilizzare GNU/Linux anni fa. Nel regno del Software Libero, sei mesi è quasi “per sempre”.