5 donne di talento nell’open source che dovresti assolutamente conoscere

Nell’open source le donne stanno dando contributi rivoluzionari e aprendo la strada ad altri che, come loro, portano innovazione nel settore.

Ecco una buona dose di sapere in materia, con un rapido approfondimento su cinque donne di talento nell’open source. Alcune di loro danno anche degli ottimi consigli rivolti alle donne per il lavoro in ambito tecnologico. carol.smithCarol Smith, Google Laureata dell’Università di Stato della California con una laurea in giornalismo, Carol Smith gestisce i programmi Open Source di Google, tra cui “Google Summer of Code”, un programma globale che accoppia studenti sviluppatori con tutor che lavorano sul codice per i vari progetti di software open source in tutto il mondo. Dal lancio del programma nel 2005, ha coinvolto più di 7.500 studenti provenienti da oltre 97 paesi, che hanno prodotto più di 50 milioni di righe di codice. Smith ha anche parlato in numerose conferenze di tecnologia tra cui OSCON, OSS, POSSCON e Typo3 Con North America. I consigli di Carol per le donne che lavorano nell’open source: “Perseverate. Ci saranno giorni, come in qualsiasi lavoro, in cui sembrerà che le cose stiano andando per il verso sbagliato o in cui sentirete di aver fatto la scelta sbagliata. Nell’open source quei sentimenti sembrano molto più comuni, soprattutto perché lavoriamo con comunità davvero sincere e oneste. Perseverate. Andrà meglio e alla fine credo che sarete felici di averlo fatto, perché l’open source è un ambito di lavoro gratificante e appagante”. jenniferpahlkaJennifer Pahlka, Code for America Attraverso il Code for America senza scopo di lucro, Jennifer Pahlka ha ridefinito le professioni nella pubblica amministrazione, dimostrando che anche il lavoro del governo può essere innovativo e rilevante. Pahlka è il direttore esecutivo del Code for America, che ha descritto in una conferenza TED come i “Corpi di Pace per Geeks.” L’organizzazione aiuta a creare e distribuire software open-source per i governi locali e ha un programma di borse di studio che unisce gli innovatori tecnologici con i governi delle città in tutto il paese, per mostrare loro le possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Prima di fondare Code For America, Pahlka si è laureata alla Yale University, ha guidato il gruppo di videogiochi al CMP Media e co-presieduto la Web 2.0 conference. KatrinaOwenKatrina Owen, Exercism Sviluppatore di software autodidatta, Katrina Owen ha studiato biologia molecolare e biochimica presso l’Università di Oslo in Norvegia. Si è inizialmente presentata con il “Therapeutic Refactoring” al Nordic Ruby nel 2012 ed è stata invitata a presentare lo stesso discorso in altri convegni di tecnologia. Owen ha anche fondato Exercism, un popolare sito web in cui i programmatori possono analizzare e imparare dal lavoro di chiunque altro. Entro i primi mesi dal suo lancio del 2013, più di 1.000 persone hanno sottoscritto oltre 10.000 pezzi di codice. Il consiglio di Katrina per le donne nell’open source: “Trovate problemi che vi piace risolvere, e quindi concentratevi nel risolverli. Non preoccupatevi troppo di quello che dicono o pensano le persone. Le azioni sconfiggono i giudizi.” denise.cooperDanese Cooper di PayPal Danese Cooper ha conseguito un Bachelor of Arts in Letteratura Francese presso la UCLA ed ha attribuito alla sua formazione in lingua francese l’aiuto per preparare la mente e imparare finalmente a programmare. Subito dopo aver lavorato per i giganti della tecnologia tra cui Apple, Intel, e Symantec, e nel no-profit che gestisce l’enciclopedia open source Wikipedia, Cooper si è unita a PayPal all’inizio di quest’anno come nuovo capo del settore open source. Cooper sta lavorando per sviluppare e attuare strategie open source all’interno della società di pagamento online. leah silberLeah Silber, Tilde Leah Silber ha frequentato la City University di New York-Brooklyn College ed è un membro del team di base per Ember.js, una libreria open source JavaScript per la creazione di web application. E’ anche un’organizzatrice della Conferenza annuale Golden Gate Ruby e uno dei fondatori di Tilde Inc., un piccolo team di sviluppatori open source a Portland, in Oregon, che fornisce servizi di consulenza, di formazione e di sviluppo. Inoltre, ha lavorato nelle relazioni con gli sviluppatori, la gestione della comunità, marketing e creazione di contenuti per start-up tecnologiche in fase iniziale.

Consigli di Leah per le donne che lavorano nell’open source: “Essere coinvolte in un progetto e rendersi conto che si è la prima e unica donna al tavolo può essere intimidatorio. Non mollate! Mettendo da parte gli sfortunati e pessimi personaggi che esistono in qualsiasi ambiante di lavoro, io ho trovato la gente dell’open source straordinariamente accogliente e rispettosa. Troverete fantastiche opportunità per espandere le vostre abilità, incontrare persone fantastiche e spingere davvero la vostra carriera in avanti.” [http://opensource.com/]

Competenze digitali: il futuro dell’occupazione in Europa

Oggi la domanda di Lavoratori ICT sta superando l’offerta ed è ancora in crescita

“La richiesta di professionisti ICT, con una crescita di circa il 4% all’anno, sta superando l’offerta. Si prevede che i posti vacanti nel 2015 ammonteranno a 500.000 e molti di questi rimarranno tali a meno che non si faccia di più per attirare i giovani verso le lauree in informatica e per riqualificare i disoccupati”.
Con questi dati si apre la relazione della Commissione Europea dedicata allo stato delle competenze digitali per i lavori in Europa; un’analisi che confronta l’evoluzione della domanda e dell’offerta degli ultimi 10 anni, con lo scopo di valutare e comprendere l’impatto delle iniziative lanciate a livello UE dal 2007, di identificare metodi efficaci per favorire le partnership volte a ridurre le carenze, i divari e l’inadeguatezza complessiva delle competenze digitali in Europa. Anche il Linux Professional Institute è impegnato per colmare questo gap:  “LPI sostiene le partnership che aiutano a ridurre il divario di competenze digitali nell’UE” sostiene Klaus Behrla, il vice presidente.

Quali profili saranno più richiesti? Lo scenario più plausibile ci suggerisce che i lavori di gestione, architettura e analisi, registreranno una crescita del 44% rispetto al 2011 e i posti di lavoro a livello professionale (livello ISCO2) quello del 16%. Nel frattempo, grazie all’automazione e l’offshoring, le offerte di lavoro per tecnici continueranno a diminuire.Sviluppo forza lavoro ICT e domanda lavoratori ICT in Europa

Ma il futuro dipende anche noi: i posti vacanti che non verranno occupati anno dopo anno per carenza di candidati adatti, scompariranno. I progetti non verranno realizzati, le offerte non verranno presentate e le innovazioni semplicemente non si svilupperanno. Le carenze di competenze rischiano di portare ad un aumento significativo di outsourcing e offshoring, con tanto di potenziale di innovazione non sfruttato ed esportato all’estero. I colli di bottiglia dell’impiego sono a tutt’oggi proprio l’Italia, la Germania e Il Regno unito, dove si concentrano il 60% dei posti vacanti in Europa.

Il report della Commissione Europea ci dice anche che c’è la necessità di aumentare la qualità e la pertinenza delle competenze digitali, soprattutto considerando che l’offerta di laureati universitari non tiene il passo della richiesta lavorativa. Per questo il tradizionale impiego nel settore ICT di non addetti (ovvero di coloro che non hanno un’istruzione ufficiale o un percorso professionale specifico) è destinato a continuare, ma è destinata a continuare anche la più recente domanda di professionalizzazione costante attraverso qualifiche formali. Queste competenze non devono essere necessariamente conseguenza dell’istruzione universitaria o professionale, ma possono essere acquisite successivamente, durante la carriera. Oggi ci sono grandi opportunità per nuovi approcci educativi, nuove modalità di distribuzione, programmi migliori e con ottimi risultati di apprendimento.

Big Data, cloud computing, social media, piattaforme mobili e altri megatrend, forniranno nuove funzionalità e posti di lavoro che richiederanno nuove competenze.  Senz’altro non è il caso di perdere l’occasione: è arrivato il momento di specializzarsi e sviluppare tutto il potenziale inespresso del nostro paese.

[Fonte: Relazione della Commissione Europea sullo stato delle competenze digitali per i lavori in Europa]