Intervista con Ross Brunson del Linux Professional Institute

Ottenere uno stipendio ed essere un attivista sociale

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Ho sentito parlare per la prima volta di Ross Brunson per i suoi libri su Linux. Quando cercavo di imparare l’amministrazione di sistema, lui è stata l’unica voce chiara che ho trovato nella mia ricerca.

di Don Watkings

All’inizio del 2002 mentre esploravo come avrei potuto integrare Linux nella nostra rete Windows, ho letto il suo libro “Linux and Windows Integration Toolkit”. Le indicazioni semplici di Ross sono state fondamentali per me. Il suo lavoro è stato determinante in un momento in cui non erano disponibili molte fonti che spiegavano come integrare Windows e Linux. In seguito ho avuto la possibilità di trascorrere una settimana intera con Ross come suo studente al Linux Boot Camp.

È un grande maestro ed ha insistito affinché partissimo con la riga di comando su Red Hat 7 per poi proseguire da lì. È stato un nuovo approccio all’insegnamento e all’apprendimento e mi ha dato un solido background che mi è stato molto utile nella gestione dei server Linux in ambiente aziendale.

La sua lezione ci è servita anche per prendere il certificato Entry-Level del Linux Professional Institute. Questa certificazione del Linux Professional Institute è importante per tutti coloro che cercano di consolidare la propria conoscenza ed esperienza con Linux per intraprendere una carriera in Information Technology, e personalmente devo la mia certificazione agli insegnamenti che ho ricevuto da Ross.

Ross attualmente è direttore dei servizi per i soci del Linux Professional Institute. Ha oltre 15 anni di esperienza come Linux trainer ed è autore di diversi libri su Linux e sul software open source.

Qual è il tuo background?

Ho Iniziato come stagista in una scuola superiore e lavoravo per una casa editrice facendo cose semplici, programmando e sostituendo la carta della stampante dei data general mainframes. Dopo essermi arruolato nell’esercito Americano nei primi anni ’80, mi hanno messo subito a lavorare su personal computer, in particolare su computer per la simulazione di campi di battaglia. Il mio ultimo lavoro nell’esercito è stato come capo del laboratorio comunicazioni in cui usavamo Base II e FormTools per organizzare l’accesso sicuro ai costosi sistemi radio dell’esercito.

Dove sei andato a scuola / università?

Ho frequentato l’Università del Maryland, mentre ero soldato in Germania, spesso studiando dal PC che ho comprato per posta oppure con una torcia a luce rossa durante il servizio di guardia. Il Dipartimento della Difesa ha reso relativamente facile per le truppe (tranne quando si era di continuamente in azione) seguire corsi universitari, e molti di noi hanno imparato le basi del nostro futuro professionale anche mentre servivano il nostro paese oltremare.

Come lavori in open source?

Dopo le prime esperienze con Fortran e Assembly, era chiaro che non ero: a) interessato alla programmazione o b) in grado di farlo, così mi sono interessato molto all’amministrazione dei sistemi, al networking e alla sicurezza. Ho trascorso un certo numero di anni formando candidati alla forza lavoro in Unix e Linux in aziende come Learning Tree, Mastering Computer, e Global Services di IBM. Ho passato circa 6 anni in Novell / SUSE come ingegnere di soluzioni data center prima di entrare in LPI come direttore dei servizi per i soci.

Quando mi chiedono cosa faccio, io di solito rispondo qualcosa tipo: “Giro il mondo per convincere scuole, insegnanti, e organizzazioni che avere una certificazione in Linux e open source è un buon modo per trovare impiego nel mercato di oggi”

Certo, c’è molto più di un semplice viaggiare e parlare, io passo molto tempo supportando la nostra rete di master affiliate in tutto il mondo (responsabili nazionali e regionali), contribuendo significativamente ai nostri social media e agli sforzi di conseguire un’abilitazione dei candidati, e ultimamente sto tenendo un certo numero di appuntamenti “train-the-trainer” per rendere i docenti dei centri di formazione professionale pronti a insegnare ai loro studenti tutto su Linux e open source.

Perché lavori in open source?

Ho studiato i movimenti sociali, la politica, i progetti di comunità e quelli a scuola, e li ho mescolati con l’amore per la libertà e per i computer. Beh, è questo che in realtà mi ha reso recettivo al concetto di open source e di software libero.

Io dico sempre alle classi e ai gruppi coi quali parlo che una delle ragioni per cui amo il mio lavoro è che …

Se utilizzi i prodotti che ti consiglio non avrai il cancro, il diabete, o problemi di fegato; avrai una nuova carriera, una promozione, un aumento di stipendio, una spinta di autostima grazie alle abilità appena acquisite.

Le persone non dovrebbero prendersi in giro: siamo tutti venditori in un modo o nell’altro. Se si consiglia un film a qualcuno, o un libro, anche un tipo di auto, si diventa parte della forza vendita sul campo per quella tal società o di quel prodotto. Non mi piace il software chiuso e quello commerciale – tutte quelle vergognose regole e minacce per togliere all’utente la capacità di fare il proprio lavoro e gestire il business – quindi metto le persone in condizione di farlo, mostrando loro come l’open source può essere di beneficio per loro, tanto quanto lo è per me.

Che suggerimenti hai per chi vuole ottenere un lavoro in open source?

Oh, questo è un qualcosa che facciamo continuamente. Nella nostra esperienza è un percorso in quattro step:

  1. Ottieni un’istruzione riconosciuta, se possibile (diploma 2 o 4 anni).
  2. Ottieni un’attestazione che certifica almeno una certa quantità X di competenze.
  3. Fatti una certa esperienza.
  4. Arriva a un colloquio. Senza un colloquio, non si ottiene il lavoro.

Il College è stato importante per la tua carriera open source?

Sì, molto. È importante avere le credenziali che il mercato del lavoro sta cercando, e in molti casi si tratta di un diploma di qualche tipo. Inoltre, una certificazione in realtà è necessaria a farti entrare nella percentuale dei candidati che poi ottengono un colloquio.

Essendo stato il responsabile delle assunzioni e l’esaminatore tecnico ai colloqui per molti anni, posso dirvi che è veramente una questione di strategia e tattica. Strategia è tutto ciò che serve mettere in atto per garantirsi virtualmente di ottenere il colloquio. Da quel momento, sta tutto nelle tattiche: abilità nel colloquio, anticipare le domande e le risposte delle questioni difficili, non presentando alcun ostacolo aggiuntivo all’essere assunto.

Normalmente raccomando che quando si sta cercando di mostrare esperienza, di averne effettivamente un po’! Niente di più triste in un esame tecnico, quanto il rendersi conto che l’altra persona non ha mai visto o toccato il prodotto, servizio, o l’insieme di competenze per le quali la si sta intervistando.

Ciascuno ha un qualche tipo di gruppo di interesse, civico, religioso, sociale o speciale a cui appartiene, o è consapevole di aver bisogno di assistenza tecnica, di servizi di posta elettronica, di un sito web, di un amministratore delle Google Apps, qualsiasi cosa! Andate a fare volontariato con qualunque organizzazione, siate l’amministratore di sistema per un po’, fatevi un po’ di esperienza nella fornitura di servizi per gli utenti, e otterrete due cose: l’esperienza che cercate e un profondo apprezzamento per la gente all’altro capo del telefono nelle vostre conversazioni per il supporto tecnico.

Perché l’open source è un buon campo per lavorare?

È un grande mix tra ottenere uno stipendio ed essere un attivista sociale, qualsiasi livello si scelga. Per attivista sociale, non intendo chi getta mattoni contro le finestre, ma ogni persona dotata di talento tecnico, che ottiene sempre risultati per i suoi consigli, e per essere in grado di includere Linux e open source, System76 / HP / Dell /Emperor laptop e Chromebooks al proprio carnet di raccomandazioni: è roba forte!

L’altra e più ovvia ragione è che c’è un tale divario tra le competenze e la domanda dell’insieme di competenze open source nella forza lavoro di oggi, che non può essere ignorato

Oggi non si può andare in giro senza sbattere contro una richiesta di lavoro per un amministratore Linux e amministratore di sistema open source, programmatore multi skills, ingegnere DevOps, esperto in big data, tecnico cloud, esperto di clustering, amministratore di Apache, sviluppatore Ruby, programmatore PHP, PERL Geek … Chi più ne ha più ne metta.

Vai su un qualsiasi sito di posti di lavoro – Dice, Simply Hired, oDesk – tutti hanno avuto un sacco di richieste proprio per un set di abilità come quelle che stiamo promuovendo e per le quali stiamo abilitando i nostri candidati all’interno dell’area del gruppo open source. Non c’è mai stato un momento migliore per ottenere un lavoro ben pagato, con un sacco di soddisfazione e per sentire anche che stai facendo un po’ di bene al mondo.

Cos’ha l’open source che ti spinge ad un impegno costante?

Ho insegnato e promosso questa area di lavoro e questo software per oltre 20 anni, e la cosa principale che mi fa alzare ogni giorno, senza nessuna sveglia, è semplicemente il fare la differenza.

Quando posso continuare ad incontrare un gruppo di insegnanti e rispondere alle loro domande e metterli in condizione di insegnare ai loro studenti, quando posso parlare con stanze piene di giovani brillanti e motivati  che vogliono fare ciascuno la propria differenza, quando posso scrivere un articolo che suscita alcune domande da parte dei lettori, o ultimamente, rifare un libro che ha avuto successo e che ha  raggiunto una nuova generazione di lettori, questo è ciò che veramente mi motiva!

Come sei arrivato a interessarti all’open source?

È naturalmente interessante per me a leggere di tecnologia e in particolare quando si scrive di qualcosa, o è stato creato qualcosa, che  non è ancora pienamente spiegato, o per il quale intravedo tante opportunità di spiegarlo meglio.

In fondo, mi piace entusiasmarmi sulle cose e approfondire tutto e poi dire agli altri cosa ho scoperto. Ecco perché, come spiego agli studenti, il mio percorso di carriera include cose che faccio ogni giorno e che mi appassionano. Non lo potrei sopportare se dovessi aspettare un anno o tre per scrivere un altro libro. Devo fare la differenza di tutti i giorni.

Qual è la più grande necessità dell’open source oggi?

È una questione molto complessa, ed ha una risposta complessa, ma eccola. Proprio In questo momento, oggi, dobbiamo attirare l’attenzione di molte persone più giovani, di chi cambia carriera, e di chi è interessato a Linux e open source nelle presentazioni, nelle conferenze e nelle lezioni, perché abbiamo bisogno del loro aiuto e di nuove prospettive su come spingerci ulteriormente nel business e soprattutto nel mondo degli utenti desktop.

Non devo dire a tutti quanti computer Windows ci sono ancora là fuori, che muoiono atrocemente e senza sosta per virus o spyware. Tutti noi abbiamo amici, familiari, ecc che insistono sull’uso di queste macchine mentre ci sono alternative praticabili e sostenibili.

Per lo meno, dobbiamo fare in modo che ogni volta che qualcuno avvia un business, o  riorganizza o rinforza un business già esistente, che almeno Linux e open source siano in cima alle opzioni possibili. I benefici sono dimostrati, il software e l’hardware sono pronti, e credo che il business di oggi, con il suo cloud e l’accesso remoto, sia pronto per ben più di quello che amiamo e promuoviamo.

Il tuo lavoro al Linux Professional Institute come aiuta la comunità open source?

Non penso molto al mio lavoro in questo modo, quindi non è facile spiegare, ma ecco quello che gli altri mi hanno detto. LPI è fornitore e distributore neutrale, quindi di fatto noi promuoviamo Linux, non una data filosofia o un set di prodotti, ma puro Linux.

Ho annotato oltre 20.000 ore di lezioni e di presentazioni, una buona parte delle quali da quando mi sono unito al personale LPI quattro anni fa, e dopo ognuno di questi impegni, ho visto i partecipanti guardare quello che facciamo sotto una nuova luce  come un’opportunità di crescere, di espandere i propri talenti e il proprio bagaglio di competenze, di sentirsi più fieri di quello che fanno e di chi sono professionalmente.

Ricevo molte e-mail e contatti al mese di qualcuno che ha ottenuto un posto di lavoro, una promozione, una nuova opportunità nell’azienda per il fatto di lavorare con Linux o per qualcosa che riguarda quel mondo. E per me, non si tratta del mio lavoro che aiuta la comunità, ma si tratta di me che faccio quello che posso, con la benedizione e l’incoraggiamento del mio datore di lavoro, per aiutare tutti coloro che possiamo contattare e per i quali possiamo fare la differenza.

[articolo originale di Don Watkins su opensource.com]

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