Agenda digitale europea: gli ultimi dati sull’Europa digitale, l’evento di Roma

Parlare di unità europea di questi tempi, anche se solo nel digitale, può sembrare molto difficile. Noi ci proviamo lo stesso, con il punto della situazione sulla agenda digitale europea.

La Commissione Europea ha pubblicato i nuovi dati e l’analisi sulle performance del digitale in Europa per il 2014.

L’analisi evidenzia il raggiungimento di gran parte degli obiettivi dell’agenda digitale europea, quali l’aumento del numero di utilizzatori di Internet e della disponibilità della banda larga.

Non sono stati raggiunti però alcuni degli obiettivi quali l’aumento della vendita online da parte di piccole e medie imprese e l’aumento dell’utilizzo dell’e-commerce.

La Commissione Europea ha insistito sull’importanza del concetto del Digital Single Market (Mercato Unico Digitale) e di quanto i dati vadano in questa direzione.

Agenda digitale europea: i risultati conseguiti per settore

Connettività

I dati presentati confermano:

aumento significativo della copertura Internet veloce. Negli ultimi due anni ci sono stati 20 milioni di nuove connessioni all’Internet veloce (almeno 30Mbps, tra rete fissa e mobile). L’Internet veloce però rimane in minoranza rispetto al totale delle connessioni (meno di un terzo).

In due anni la disponibilità del 4G è salita dal 27% al 79%.

Copertura completa con banda larga pressoché raggiunta.

Accesso di prossima generazione (NGA, Next Generation Access: velocità superiore a 30Mbps) salito in un anno dal 62% al 68% (con permanenza della difficoltà di ottenere connessioni veloci nelle zone rurali).

I paragoni con gli Stati Uniti, però, continuano a vedere l’Europa in grave ritardo: il traffico per utente negli USA è molto più alto (75GB contro 39GB al mese su rete fissa, 1,8GB contro 0,8GB al mese su rete mobile).

Anche i dati sui profitti degli operatori nelle telecomunicazioni sono molti diversi: in crescita negli USA (da 220 miliardi a 266 miliardi di dollari, 2010 / 2014), in calo in Europa (da 246 a 230 milioni di euro, 2010 / 2014).

Il “lato umano”

Il 75% della popolazione europea utilizza Internet almeno su base settimanale. Per il 65% l’uso è giornaliero.

È in aumento l’uso anche da parte dei gruppi svantaggiati (definizione con la quale l’Unione riassume la fascia d’età tra i 55 e i 74 anni, gli individui con basso livello di educazione, gli individui non lavorativamente attivi o in pensione), per i quali il 60% dichiara comunque di utilizzare Internet almeno su base settimanale.

Con questi numeri l’agenda digitale europea si pone in anticipo rispetto ai target, raggiungendo con il 2014 quelli previsti per il 2015.

Nonostante le buone notizie, c’è ancora un 18% della popolazione europea che non ha mai usato Internet (a causa di disinteresse, imperizia o costi), e il 40% non ha sufficienti competenze digitali.

Un dato, questo, importantissimo e che ci interessa da vicino: la domanda nel settore ICT cresce, la formazione non altrettanto, e per il 2020 è previsto un disavanzo negativo di 825mila posti di lavoro nel settore, posti che non potranno essere coperti per mancanza di skill (i disavanzi peggiori sono previsti in Germania, Regno Unito e Italia).

I settori d’uso

Il 57% degli utilizzatori europei di Internet usa servizi e piattaforme di online banking; il 63% acquista online.

Sull’e-commerce gli altri dati non sono assolutamente entusiasmanti: la compravendita tra paesi europei vale solo il 15% del totale, e solo il 14,5% di piccole e medie imprese vende online.

Il 21% utilizza servizi cloud per salvare dati e il 15% per condividerli. La cloud è “giovane”: i giovani prevalgono sugli ultra-cinquantacinquenni in un rapporto di 3 a 1; ed è decisamente gratis: solo l’11% paga per i servizi.

Sul rapporto tra cloud e business, dati discordanti: il 97% delle aziende ha una connessione Internet, ma solo il 19% utilizza servizi cloud.

I servizi digitali pubblici

Il 26% della popolazione (ovvero la metà degli utenti potenziali dei servizi stessi) utilizza servizi eGovernment per interagire con le autorità.

Anche in questo settore non mancano le ombre, dovute alla scarsa user-friendliness e trasparenza delle piattaforme che generano anche scarsa fiducia nella popolazione con poca esperienza del web.

Ricerca e sviluppo (R&D)

Il settore ICT rappresenta il 4% del prodotto interno lordo (GDP) europeo e impiega 6 milioni e duecentomila persone.

Genera il 17% di spesa aziendale nella ricerca (BERD: Business Expenditure on Research & Development) e rappresenta il 26% del valore europeo nell’innovazione tecnologica (misurato per brevetti), il 19% degli impiegati nel settore della conoscenza aziendale (KIBS: Knowledge Intensive Business Services), il 25% del valore delle esportazioni di beni di alta tecnologia, il 20% del valore delle esportazioni di servizi KIBS, il 23% degli impiegati in aziende innovative a crescita veloce.

Il settore ICT rappresenta una fetta importante del progetto comunitario Horizon 2020, dedicato al finanziamento di progetti di innovazione: i fondi stanziati per l’ICT corrispondono a 1,55 miliardi di euro e alla copertura di 545 progetti che coinvolgono 2106 organizzazioni.

Agenda digitale europea: per saperne di più

Agenda digitale europea e Mercato Unico Digitale a Roma

Il prossimo 13 Luglio si terrà a Roma un dibattito dedicato proprio alla proposta della Commissione Europea per il Mercato Unico Digitale.

Gli animatori saranno Roberto Viola della DG Connect e Riccardo Luna. Sarà possibile seguire l’evento online, ed è possibile partecipare ai workshop.

Gli argomenti? Banda ultralarga, e-commerce, competenze digitali per il lavoro e nelle scuole, eGovernment, diritto d’autore nel digitale.

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